domenica 10 febbraio 2013

Massima del giorno - questo blog è inutile

Prima o poi, la vita vi presenta il conto.
Fate attenzione, perché c'è sempre uno spaghetto allo scoglio che nessuno ha ordinato.






mercoledì 6 febbraio 2013

SI NOTIFICA

Milano, 31 gennaio 2013
Sig. CRESPI GIULIO GIPSY
VLE BEATRICE D'ESTE, 29

SI NOTIFICA

che la Commissione Elettorale Comunale L'ha nominata per sorteggio
SCRUTATORE DI SEGGIO ELETTORALE in occasione delle
ELEZIONI POLITICHE E REGIONALI
che avranno luogo nei giorni 24 e 25 FEBBRAIO 2013, assegnandoLa al seggio della
SEZIONE N. 223 con sede di votazione
in VIA QUADRONNO 32

Lei dovrà presentarsi alle ore 16.00 di sabato 23 febbraio 2013 al seggio citato dove avverrà la costituzione dell'Ufficio elettorale di sezione.
L'ufficio si ricostituirà alle ore 8.00 di domenica 24 febbraio 2013; le operazioni di voto termineranno alle ore 22.00 dello stesso giorno di domenica.
L'ufficio si ricostituirà alle ore 7.00 di lunedì 25 febbraio 2013; le operazioni di voto termineranno alle ore 15.00 dello stesso giorno di lunedì.
Le operazioni di scrutinio delle Elezioni Politiche inizieranno immediatamente dopo tale ora: con l'esecuzione nell'ordine, prima dello scrutinio per il Senato e a seguire senza interruzione di quello per la Camera dei Deputati.
Le operazioni di scrutinio delle Elezioni del Consiglio Regionale e del Presidente della Regione Lombardia inizierann alle ore 14.00 di martedì 26 febbraio 2013.

IL SINDACO

Berlusconi a Ballarò


Nel processo di apprendimento, il bambino tende a fallire certe classi di compiti di riconoscimento e imputazione: non è ancora in grado di gestire capacità metarappresentazionali. Verso i 4 anni compie un salto di qualità delle capacità cognitive, come se la sua "teoria della psicologia", gravata da ipotesi ausiliare che sorreggono tutti i fatti che non quadrano, venisse rimpiazzata con una nuova teoria, capace di spiegare e prevedere i comportamenti altrui. Come dire che, a furia di averne viste, dai "bubù-settete" al "ma quanto sono buoni questi spinaci", smette di farsi abbindolare.

E' a partire da quel punto che, come vanno le cose, si suol dire, lo capirebbe anche un bambino.


In questo caso il bambino ha 17 anni e lo sperimentatore è ancora convinto di manipolarlo.

domenica 3 febbraio 2013

Gemiti politici - non è più il tempo dei teatri pieni


Fino al 24 febbraio vorrei recidere ogni contatto con la realtà, ibernarmi, sospendere le mie facoltà di giudizio, per evitare di perdere nelle restanti tre settimane quella minima intenzione di voto che mi rimane.

Il mio è un ingenuo, disperato appello al "buon senso" - forse l'unica qualità di cui un politico non ha davvero bisogno.

Vi prego di non alimentare il paradosso oltremodo, tanto oramai non c'è più il rischio che io mi tesseri al partito - anche se per un momento...

Provate a mentire un po' meglio, a non ironizzare gratuitamente sulla statura di Brunetta per accattivarvi due risate in sala, a evitare poco credibili machismi con gli avversari - fate solo la figura degli impotenti, come effettivamente siete al Senato -, a emanciparvi una volta per tutte dallo psiconano che troppo a lungo vi ha dato lavoro, il comodo lavoro dell'opposizione, politica e retorica.

In realtà non mi rivolgo solo al Pd. Mai vissuto una situazione tale, di caos e vaghezza insieme. Tanti Don Chisciotte alle prese con il proprio mulino, monadi interpreti di non-dialoghi dell'assurdo - che neanche i testi di Ionesco... -, tutti responsabili e coinvolti e indispensabili.

In teatro c'è una regola non scritta, per lo più disattesa da un po' di tempo a questa parte: chi è sul palco deve meritarsi l'attenzione di chi è in platea, chiunque sia e in qualunque numero, e non può dargli le spalle, parlare tra sé e sé, presumendo di essere esente da giudizi negativi. E' un peccato che non si tiri più la verdura a teatro: è stato insegnato a un pubblico dis-educato a ritenere che lo spettacolo non vada interrotto e che non è da tutti capirlo.
- Non è più il tempo dei teatri pieni, da svariate tornate elettorali: sarà un caso?

Questo post non vuole essere una fine analisi politica ma una sterile lamentela, in quanto tale sempre legittima. Ma non si sa mai che stavolta il pubblico faccia di dovere la sua parte...

E comunque, Samorì, farai una brutta fine.


martedì 29 gennaio 2013

Disambiguare

Disambiguare
credo sia un gioco da sala d'attesa
appreso per anticipare
come il riflesso
si sa che precorre il dolore - studiando il cervello
vien fuori che a furia di prendere vento
abbiam fatto nostra cattiva abitudine
assumere già di sapere
le pieghe del prossimo evento



Come a dire
proceder di lato anziché di petto
ti costa più botte sui fianchi
che al mento

Vorrei non voler prevederle le pieghe
dall'ultima volta
che aspetto che valga la pena
è scorso del tempo
io spero quel tanto che basta
per scioglier gli ormeggi incagliati
rivivere a ritmi serrati la resa
all’equivoca attesa dell’attimo prima di
disancorare.







lunedì 28 gennaio 2013

Ahahahah. Pensavate! E invece...


E' tornato.
Più bastardo, più irriverente, più chiagni-e-fotti, più tutto.

Mi son tirato Frank Zappa sui piedi.
Per tutti quelli che non se l'aspettavano.
Per tutti quelli che quando dissi di aver chiuso questo blog gioirono.
Per tutti quelli che... e mo' sono c***i.

Samorì, trema!

Mi son tirato Frank Zappa sui piedi - ora e sempre.




sabato 21 maggio 2011

sabato 19 febbraio 2011

#28 - Il silenzio è la voce della nostra protesta

"Cosa ci fate lì per terra?" "Siamo protestanti!" "E non potete andare nelle vostre chiese a fare queste cose?"



Si chiama Flash Book, è nato l'anno scorso a Dicembre. Ci siamo seduti per terra davanti alla Rinascente e abbiamo iniziato a leggere in silenzio. Eravamo in 8, armoniosi, congelati, ispirati.
La cosa si è ripetuta, un altro sabato, sempre nello stesso luogo, ma stavolta eravamo in 150. Per esprimere collettivamente un disagio, per urlare contro la politica del nostro Paese, o contro la decadenza della Cultura, o contro il prezzo alto dei cd. Ognuno con la sua storia, i suoi motivi, la sua persona - inalienabile, pura, individuale - senza la possibilità di fare la voce grossa, sovrastato da un silenzio più alto, più rumoroso e violento di quante grida avessimo mai sperimentato in piazza. Silenziosi all'unisono, puliti, belli.
La storia ha avuto eco, a Catania, ad Arona, a Venezia, a Londra. A Milano c'è stato un terzo appuntamento in piazza Cordusio che ha contato una partecipazione di 400 persone - ragazzi, adulti, passanti fermatisi a leggere. Si sono messi in moto migliaia di contatti (blogger, disegnatori, fotografi, filosofi, lettori...), animati da un intento comune: condividere un gesto, bello, forte. (Criticateci anche questo adesso!)
Non è solo estetica, è una profonda consapevolezza che ci anima. Non c'è più altro modo di comunicare che privarsi del suono delle parole. C'è troppo rumore, non ci interessa. Ci appelliamo al libro, simbolo della Cultura in cui continuiamo ostinatamente a credere. Il libro è il piano di confronto da cui non vogliamo prescindere. Senza Cultura ogni antitesi è priva di contenuto - e il presente in questo senso ci offre molti esempi. Rivendichiamo uno spazio di socialità vera, che si basi su nuovi presupposti. Siamo già noi oggi l'atto fondante una nuova società.
Contagio immediato, la storia continua...
Seguici sul blog: www.flashbook.it e su Facebook: paginagruppo, Flash Book intercity
Prossimi eventi programmati: Milano, Venezia, Catania.


venerdì 18 febbraio 2011

#27 - Stand up! Get up for your rights!

Qualcosa si è smosso nella serena oasi ciellina di via Celoria 16: l'articolo che ho pubblicato sulla bacheca in atrio ha attirato gruppetti di associati alla loggia.
Nessuna risposta, per ora. O meglio, qualche anima povera di pensiero (ma ricca di spirito, ben intesi) ha simpaticamente girato di 180° il supporto mobile della bacheca - davvero inefficace... Un altro ha pensato bene di rimuovere il foglietto in cui ho scritto due righe di aggiornamento tratte dal post #26.
E io che mi chiedevo quanti giorni sarebbe durato il mio pezzo di carta... 
Coraggio, piccoli testimoni del conto in banca del Signore, non state facendo abbastanza! Vi voglio più incisivi, "stand up, get up, don't give up the fight!", come diceva Bob...

martedì 15 febbraio 2011

#26 - Aggiornamenti - Io non mi dissocio!

Bagnasco inchioda Berlusconi: "La trasparenza è una cosa importante!"
Eh, già! Ma dai?

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Era da qualche giorno che non si parlava più di lui... ed eccolo, tronfio e trionfante!
Sto parlando di? STO PARLANDO DI? .... MASI!!! Il magnifico direttore!





Pensate, garantirà la trasparenza sulle operazioni di televoto!
Vedi Bagnasco? Abbiamo risolto anche questa...
Grazie direttore, abbiamo così bisogno di lei!



lunedì 14 febbraio 2011

#25 - In replica a Oscar Pini, nonché al Reverendissimo Cardinale

Rispondo all'articolo che potete consultare qui.

Caro Oscar, non posso che rimanere ammirato per l’equilibrato e fine gioco retorico con cui ha imperlato il Suo intervento. Eppure, chissà per quale motivo, la tesi e le argomentazioni, condotte con una pretesa di consequenzialità che lascia molto a desiderare, stridono nelle mie orecchie come la tessera di un puzzle che si vuole inserire a forza nel settore sbagliato. Mi sento in forte imbarazzo nel risponderLe, non fosse che per il fatto di trovarmi a dire cose ovvie quanto banali, evidenze che per arcane ragioni non suscitano sufficiente sdegno. Suvvia, repetita iuvant!

Una domanda: di che cosa stiamo parlando esattamente? Se non sbaglio degli scandali in cui è coinvolto il presidente del Consiglio. Definiamo meglio, quantifichiamo la parola “scandalo”. Stiamo parlando dei retroscena della vita di un personaggio pubblico, detentore di poteri e responsabilità (anche morali) di grande rilevanza, in una posizione di totale incompatibilità con il suo ruolo. Magari la questione fosse semplicemente morale! Prendiamo in esame gli aspetti politici e giudiziari della vicenda, gli unici su cui ha senso condurre un’analisi rispettivamente politica e giudiziaria: l’individuo in questione, oltre ad essere accusato / assolto per prescrizione del reato / rinviato a giudizio / assolto per modifica della legge in diversi processi, incarnazione vivente del conflitto di interessi italiano, membro della loggia massonica P2, ecc… è relativamente agli ultimi fatti di cronaca indagato per prostituzione minorile e concussione, è manifestamente il cardine di una realtà di corruzione e clientelismo e infine risulta, proprio per la condotta privata di cui lui stesso ostenta con macismo l’eccezionalità, suscettibile di ricatto. Personalmente mi basta questo: un uomo che non si pone scrupoli nel confondere la propria vita privata con quella pubblica, che permette alle escort di entrare nelle sale del potere (laddove contemporaneamente, fin dal ’94, ha basato la propria campagna politica su un’immagine di uomo privato moralmente ineccepibile, industrioso e osservante delle tradizioni religiose), un uomo a cui chi ne abbia l’interesse può senza troppa difficoltà estorcere denaro e informazioni, non ha i requisiti per governarmi. Non c’è alcuna questione morale in tutto ciò.

La contraddizione non solo etica ma in primo luogo politica e giuridica che questo “perseguitato” dei nostri tempi ostenta ha un risvolto pericoloso. Da mesi l’attività parlamentare è del tutto ferma, se non orientata a legiferare per risolvere le impellenze personali del Cavaliere: la stessa presidente di Confindustria ha denunciato l’inadeguatezza dei poteri legislativo ed esecutivo nelle attività di riforma e di ripresa dalla crisi economica, nonché nella progettazione ed attuazione di piani di welfare e di sviluppo a lungo termine. Il fallimento della democrazia rappresentativa italiana, basata su una legge elettorale definita dal suo stesso ideatore “una porcata”, si è manifestato in tutte le sue inquietanti dimensioni: il plateale e svergognato trasformismo (14 dicembre, n.d.r.), l’immobilismo parlamentare, l’assenza di progetti politici (o la mancanza della loro attuazione nell’arco di 17 anni?), la povertà di competenze dei “referenti del popolo”, assoldati sulla base di discutibili meriti, sono una realtà, questa per davvero, che “mina la coesione sociale” e che va affrontata con urgenza e responsabilità. Con questi presupposti come si può invitare a perseguire il bene comune senza mettere in discussione lo status quo?

Ecco perché in tutto questo un invito all’”equilibrio” non può che risultare o una solare ingenuità o un’affermazione ipocrita e interessata. E per stima nei confronti delle capacità intellettuali di Bagnasco propendo per la seconda ipotesi. Del resto lo stesso tentativo di ridurre Berlusconi a un semplice peccatore, e in quanto tale sempre perdonabile, è un sofisticato quanto inconsistente tentativo di “assolvere” il premier appiattendo di nuovo la questione sul piano morale – il titolo dell’articolo non era proprio “Non sarà mai il moralismo a renderci migliori”? – e oscurando una realtà dei fatti molto più scandalosa di certi stili di vita “non compatibili con la sobrietà e la correttezza”. Inoltre, definire il Cardinale una figura “irriducibile al gioco delle parti” è un curioso eufemismo. Basterebbe pensare alle diverse crociate intraprese negli ultimi anni, in cui Bagnasco si è espresso come voce a sostegno delle iniziative berlusconiane, dal Family Day (organizzato da tre politici divorziati) alla battaglia “pro-vita” (promossa da un uomo che con la sua ex-compagna, Veronica Lario, decise a suo tempo di praticare l’aborto) in occasione delle vicende Welby ed Englaro, offrendo di fatto una linea guida all’elettorato. Tra l’altro, rispetto a questi casi, mi chiedo come possa conciliarsi una “morale pubblica” improntata al conseguimento del bene comune con una condotta privata e un pensiero del tutto incoerenti. Non è credibile chi, avendo fino al giorno prima proferito animati sermoni sul dover essere, inviti a mettere in secondo piano le vicende della cronaca e a guardare oltre, quando l’oggetto del contendere è proprio un (discutibile) referente politico del mondo cattolico. Ricorda lo show delle mutande dell’”antimoralista” Ferrara, già fervente animatore della salvaguardia dell’embrione. Come la mettiamo?
 G.C.

domenica 13 febbraio 2011

#24 - Ma che gli prende a tutto il regno di Kalumba? - Juda's speech

Premessa:
Si fa per ridere, non fraintendete...

Osservo sconcertato quello che accade nelle piazze italiane... Folle di inquisitori che condannano all'unisono un perseguitato politico dei nostri tempi, un martire dello Stato, colpevole della sua passione per il genere femminile. La storia non ci insegna nulla: già 2000 anni fa un altro uomo, testimone dell'amore tra gli uomini, fu crocefisso in pubblica piazza.

Agli aguzzini militanti delle sinistre lancio un appello: aprite i vostri cuori, non commettete lo stesso errore di Giuda! Egli non seppe vedere... Who are you to criticise?




It seems to me a strange thing, mystifying
That a man like you can waste his time on women of her kind.

Yes, I can understand that she amuses,
But to let her stroke, and kiss your hair, that's hardly in your line.
It's not that I object to her profession,
But she doesn't fit in well with what you teach and say.
It doesn't help us if you're inconsistent.
They only need a small excuse to put us all away.


sabato 29 gennaio 2011

#23 - Sarò breve - non mi è mai riuscito bene...



PROLOGO


Ἐχθαίρω τὸ ποίημα τὸ κυκλικόν, οὐδὲ κελεύθωι
χαίρω τίς πολλοὺς ὧδε καὶ ὧδε φέρει,
μισέω καὶ περίφοιτον ἐρώμενον, οὐδ᾽ ἀπὸ κρήνης
πίνω: σικχαίνω πάντα τὰ δημόσια.
Λυσανίη σὺ δὲ ναιχὶ καλὸς καλός — ἀλλὰ πρὶν εἰπεῖν
τοῦτο σαφῶς, Ἠχώ φησί τις 'ἄλλος ἔχει᾽

(Callimaco)



Non amo la poesia comune e odio
la strada aperta a chiunque.
Odio un amante goduto da tutti
e non bevo ad una pubblica fontana.
Odio ogni cosa divisa con altri.
Certo, Lisània è bello! Bello! E ancora
non l'ho detto che un'eco già ripete:
"E' anche d'un altro."

(Traduzione di S.Quasimodo)






Ti ricordi?
Era d'estate e non avevamo per la testa che sospiri,
di quelli che si perdono nell'aria senza lasciar traccia -
 eppure così vividi.

Poi l'inverno ha addormentato i nostri pensieri, li ha ghermiti senza rumore.
Ora, svuotati di senso, ci inoltriamo nella steppa, ogni giorno alla ricerca della nostra
spiga.







#22 - Esperienze di volo

Ti segnalo questo video, penso che possa interessarti - a prescindere dal fatto che tu sia un video-maker/fotografo che tu sia appassionato ai viaggi o al volo o alla pesca acrobatica sincronizzata. E' il lavoro di un team di Canadesi che ha sviluppato una tecnica video a 360 gradi - durante la visione puoi esplorare il paesaggio con il mouse.

L'ho trovato proprio bello.

#21 - Uno sfrenato boogie-boogie - Masi per me tu sei...

"Gli inquirenti hanno esaminato anche la sua stanza nella casa famiglia di Sant’Ilario, dove si accorsero con uno sguardo che non si trattava di un missionario." (spinoza.it)



[Ispirato dalle puntate di "Parla con me"]

(Da leggere tutto d'un fiato)

Io non le faccio sospendere la trasmissione ma mi dissocio mi dissocio da me stesso perché m'aspettano a cena pe' 'na ragione molto semplice perché è intollerabbile quest'uso criminoso della rai e non c'è sesso senza amore e quelle ragazze so' tutte laureate con 110 e lode non vedo che ce sia de male nell'essere laureate e belle non tutte le bionde so' stupide e se stavano un po' svestite è perché non funzionava l'aria condizionata e insomma poi parliamoci chiaro a lei non piace il pilu? che poi che casino per questa storia de Ruby mo' cacciano pure Mubarak dall'Egitto? ma dici che non era proprio non era battezzata... beh ma lo sa lei quanti magistrati ateirossi che dettano la morale che mi dicono che cosa devo fare a casa mia che mi impediscono di anda' a letto con una che porta la quarta de zinne che nun se può proprio godere un po' che ti vengono a intercettare ma che poi non c'ho nulla da nascondere quello che faccio lo sanno già tutti e non c'hanno nulla da ridire perché se non ci fossi io mo' a quest'ora sarebbero senza un tetto sulla testa. Insomma riconosciamo un po' di dignità a queste donne lavoratrici fare la zoccola è pur sempre un mestiere non le si può lasciare sul ciglio di una strada sopratutto per tutti quei figli de zoccola che non ti si stringe il cuore a pensa' che c'hanno fame poretti altro che quell'altri a Mirafiori che scioperano perché fanno tante scene per nun lavora' pure la sera ma lo sa lei che manco io dormo la sera per guardare ai programmi come i vostri perché nun me fido mica che fate un uso criminoso della tv pubblica che gli elettori comuni pagano il canone e poi si sentono dire pure 'ste cose che nun vi vergognate a fare informazione? e dai che poi semo tutti più tranquilli che tanto che te frega vojo di'... Ce possiamo mette' d'accordo no?


(Pacca sulla spalla)


Insomma, voglio dire, le ha viste le tette di Nicole Minetti?


Ruby, Ruby, when will you be mine...

martedì 25 gennaio 2011

#20 - No hell below us, above us only sky - chiaccherando con Lorenzo P.

Laudate Hominem - Fabrizio De André (cover della PFM)

Forse dovremmo cercare di imparare a essere sufficientemente forti da accettare serenamente l'assenza di certezze e criteri di scelta assoluti, pre-esistenti a noi stessi, la predestinazione ad alcunché, da accettare che la vita di per sé è davvero priva di scopo. E da qui, partendo da questo fondo buio, e ponendo dei principi soggettivi a capo della volontà (con qualche attinenza a Kant: "la legge morale dentro di me"), risalire facendo leva sui propri arti. Che ne dici?

Segnalo il blog di un mio amico (Filippo Rossi) che in un raptus di interiorità si è messo a scrivere di Dio e affini:
- > www.indirezioneostinataecontraria.com

venerdì 21 gennaio 2011

#19 - Benvenuti al braccio, vi porgerò io stesso lo scalone.


Il soliloquio di stasera vuole essere un buco nell'acqua, l'inafferrabile immagine del non-essere per eccellenza. Ha per oggetto misere quanto sensate parole, attraverso cui il senso stesso del'intervento trova la sua autocelebrazione.

Quando non si ha niente da dire può essere più utile restare in silenzio e provare ad ascoltare, piuttosto che lanciare pietre nel vuoto.



martedì 28 dicembre 2010

#18 - Requisitoria contro la sega mentale - testamento

"...io sto sempre a casa, esco poco, penso solo e sto in mutande."


Lancio una pubblica accusa alla sega mentale, o meglio allo stato mentale che prelude all'atto della sega.
La sega mentale non fa diventare ciechi - uccide. La sega mentale aliena. La sega mentale distorce il campo visivo, scambia i piani, confonde i volti.
Voi che amate crogiolarvi nei vostri viaggi di autocompiacimento - attenzione, non è pensiero - abbiate il coraggio di strofinare la carta-vetro sulla vostra faccia, non siate così egoisti. Scoprirete di avere attorno persone, altro da voi, non apparizioni sul vostro cammino. Loro. Scoprirete un mondo di imperfezioni, di contraddizioni, di banalità, una fiumana di uomini che in questo mondo ci sguazza.
Se vorrete davvero fare la differenza imparate a staccare la spina al momento giusto.
A voi lascio il gusto di pensare, di vedere oltre e simultaneamente il fenomeno, il piacere di scoprirvi qui e ora senza rinunciare al domani o al com'era ieri.
A voi lascio la scoperta dell'amore, se mai arriverà, quello che non avete mai potuto apprezzare dalla vostra trincea, troppo occupati a combattere contro voi stessi.

giovedì 23 dicembre 2010

#17 - Chicco se ne va


Una tastiera per sfogare il turbine di stanotte - hoilcodino.
Il filo della matassa si svolgerà da sé nel corso del discorso apparentemente senza direzione verso modulo.
Chicco se ne va.
Ci sono tanti modi per esprimere lo stesso concetto, tanti quanti sono i punti di vista, tanti quante sono le intenzioni primordiali, tanti quanti sono i punti che compongono una retta ideale.
Chicco se ne va parte domani - oggi - per l'Argentina. La condizione di assenza è circoscritta, dura 20 giorni.
Per 20 giorni Chicco sarà in Argentina.
Chicco parte domani, tra 20 giorni torna.
Chicco parte per l'Argentina.
Chicco ha 20 giorni per decidere se tornare in Italia o no.
Chicco ha 20 giorni per non scegliere.
Chicco ha già scelto. Chicco ha scelto di partire, domani non sarà qui, dopodomani?
Dopodomani non è domani, se ne parlerà al momento opportuno. Dopodomani non sarà qui, avrà visto, percepito, incontrato, scontrato, conquistato, bruciato, spento. E allora Chicco sceglierà di scegliere, qualunque cosa sceglierà.




Dovunque sei, quando mai leggerai, ti voglio bene, da fratello a fratello.

Io resterò qui. Ho nuova vita da cavalcare - e la cavalcherò, se è vero che credo nel mio nome.
Anche stasera ho conosciuto persone che vogliono intavolare un discorso, che hanno molto da dire.
Riconosco, non senza rabbia, che per dare una svolta alla propria vita a volte c'è bisogno di cambiare aria - e proprio questo però non implica la necessità di potare, e chi lo fa è fragile e/o umanamente insignificante, così piccolo, minuscolo. E ogni tanto meriterebbe di sentirselo dire. Continuo a irridere chi mi parla di "ottenere quello che si vuole nella vita" come una titanica impresa individuale, con tanto di addii e alienazione. Continuo a essere convinto di quanto sia insostituibile l'affetto. Continuo a considerare le persone degli affetti, imprescindibili, non mero molo d'attracco. Continuo a considerare gli uomini bandieruole al vento, libellule sorprese dalla bora, tutti accomunati dal fluire, tutti testimoni corporei della stessa ferita, tutti aventi ugualmente diritto alla compassione.
Fare la differenza, emanciparsi dal nulla, emergere, dare senso. Unico obiettivo - che non si può rimandare, che non si può accantonare. Quello che manca a volte è l'incontro, ma stavolta c'è stato. E conosci le persone con cui vuoi, puoi condividere un progetto, uno sforzo intellettuale, uno slancio. Con cui puoi urlare al nome di avanguardia artistica con audacia, soddisfazione, passione - senza scherno, impaccio sociale, senso di inadeguatezza. E' quando riprende a fluire il sangue che puoi gridare Amore, anche se l'amore manca. Penso equivalga a porre qualcosa al di sopra di sé, rinunciare a ciò che conosci per ciò che non conosci, camminare con la schiena diritta e lo sguardo più in là, oltre la siepe che tanto guardo all'occhio preclude.

Stasera ho posto sul ring essere e dover essere. I bookmakers danno l'imperativo categorico 5 a 2, ma il match è ancora lungo.
Stasera ho riconosciuto la donna della mia vita, il mio termine di confronto, la mia carta di identità, il mio riferimento, vitale, il mio affetto imprescindibile, la mia amica di sempre. Stasera ho stabilito le mie priorità e so che in cima c'è lei.

Comunque vadano le cose, questo è chiaro.
Chicco, scrivimi da lì, ci conto.

Ti amo Adriana,
Kim

(vedi alla voce "dichiarazione di intenti")